Terremoto in Pianura Padana Emiliana: Mappe di scuotimento (ShakeMap) del terremoto Ml5.9 del 20/05/2012 alle ore 04:03

Le ShakeMap – mappe di scuotimento – sono uno strumento indirizzato specificamente alla valutazione rapida (entro pochi minuti dall’evento) del moto del suolo dopo un terremoto. Queste mappe traducono lo scuotimento del suolo, registrato dai sismometri a seguito di un terremoto, nella distribuzione del risentimento atteso. In tal modo possono essere di aiuto alla Protezione Civile per il coordinamento e l’organizzazione delle squadre di soccorso in caso di terremoti rilevanti.

Il codice che elabora in maniera automatica le ShakeMap viene utilizzato presso la Sala Sismica dell’INGV che fornisce i dati di partenza (localizzazione ipocentrale e magnitudo). I dati dello scuotimento del suolo sono disponibili in tempo reale tramite le registrazioni alle stazioni della Rete Sismica Nazionale gestita dall’INGV.

Figura 1. ShakeMap (mappa di scuotimento) espressa in intensità strumentale (scala di intensità Mercalli Modificata, MMI) dell’evento principale Ml=5.9 delle ore 04.03 (02:03 GMT o UTC) del 20/05/2012, determinata utilizzando i dati della Rete Sismica Nazionale dell’INGV (triangoli rossi), della Rete Accelerometrica Nazionale (RAN, triangoli blu) e la faglia estesa ricavata da dati sismologici (rettangolo grigio). La stella rossa rappresenta l’epicentro.

Le ShakeMap, calcolate per tutti i terremoti con M ≥ 3.0 che si verificano in Italia e nelle zone circostanti, sono pubblicate sul sito web http://shakemap.rm.ingv.it/. Qualora risultino disponibili nuove informazioni o ulteriori dati relativi al terremoto (e.g. la dimensione della faglia del terremoto -faglia estesa-, nuovi dati da reti gestite da altri enti) le mappe vengono aggiornate per migliorare la definizione dello scuotimento del terreno, in particolare nelle zone epicentrali.

Il terremoto di magnitudo Ml=5.9 del 20/5/2012 delle ore 4:03 italiane (ore 2:03 UTC) è stato risentito in una vasta area intorno all’epicentro. La Figura 1 mostra la mappa di intensità in scala Mercalli Modificata (MMI), ottenuta convertendo i valori di picco del moto del suolo (espresso in termini di accelerazione e in velocità) in intensità attraverso una legge empirica. La scala usata è la MMI, leggermente diversa dalla scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) usata in Italia. Nel sito delle ShakeMap vengono fornite le mappe basate su questa scala per uniformità con gli altri istituti internazionali che elaborano le ShakeMap. In tal modo le mappe risultano facilmente confrontabili e comprensibili a chi, a livello mondiale, lavora normalmente con questo tipo di strumento.

La ShakeMap in intensità Mercalli Modificata (Figura 1) indica, per il terremoto Ml=5.9 del 20/5/2012, valori massimi del VII-VIII grado della scala MMI. Nella Figura 2 è mostrato il picco di accelerazione massima del suolo espressa in %g (percentuale dell’accelerazione di gravità g, ad esempio 30%g equivale a 0.30g, ovvero a 2.9 m/s2 essendo g=9.8 m/s2). In particolare, nella zona epicentrale le accelerazioni massime hanno raggiunto il 32% g (Figura 2), come registrato dalla stazione MNR di Mirandola, appartenente alla Rete Accelerometrica Nazionale (RAN) gestita dal Dipartimento della Protezione Civile.

Figura 2. ShakeMap espressa in accelerazione del suolo calcolata utilizzando i dati della Rete Sismica Nazionale dell’INGV (triangoli rossi), della Rete Accelerometrica Nazionale (RAN, triangoli blu) , la faglia estesa, le leggi di attenuazione del moto del suolo e correzioni per gli effetti di sito tramite Vs30 (velocità delle onde sismiche S nei primi 30 metri di profondità).

L’area che comprende l’epicentro, la faglia estesa e che delimita il VI grado MMI (area colorata in giallo in Figura 1) ha un raggio di circa 25-30 km. Secondo le nostre stime, all’interno dell’area racchiusa da questo grado della scala MMI il terremoto ha generato movimenti del suolo tali da aver causato danni agli edifici. L’entità reale del danno è chiaramente funzione della tipologia costruttiva e dello stato di preservazione degli edifici stessi. Intensità inferiori (V grado MMI, area in azzurro in Figura 1) sono state registrate o stimate in tutta l’Italia settentrionale. Tale grado di intensità indica che il terremoto è stato chiaramente risentito dalla popolazione in termini di scuotimento che va dal moderato al forte, ma non comporta verosimilmente un potenziale danno elevato sugli edifici.

Questo tipo di studio non va confuso con l’analisi macrosismica, effettuata da squadre di esperti sul luogo, in quanto le ShakeMap sono derivate dalla conversione dei dati strumentali in intensità con l’ausilio di tecniche di  interpolazione e non dall’analisi dell’effettivo danno subito dalla località.

È importante precisare che le ShakeMap presentate nel sito web INGV forniscono stime indicative dello scuotimento del suolo. L’INGV declina ogni responsabilità da un uso improprio delle informazioni in esse contenute.

Pubblicato il 10 giugno 2012, in Approfondimento scientifico, I terremoti della pianura padana emiliana del 2012 con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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