Il 12 e 13 ottobre la nona edizione di Io Non Rischio

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Il 12 e 13 ottobre 2019 in centinaia di piazze italiane torna la campagna nazionale di comunicazione “Io Non Rischio”, giunta alla sua nona edizione.  Migliaia di volontari di associazioni di protezione civile, dopo aver seguito, nei mesi scorsi, un percorso formativo comune, coordinato dalle rispettive Regioni e realizzato da una rete di “formatori” esperti, anch’essi volontari, saranno presenti nelle loro realtà locali per sensibilizzare i cittadini sui rischi naturali presenti sul territorio e renderli responsabili e attivi nella riduzione di tali rischi.

Insieme ai consueti punti informativi nelle piazze, in molte realtà saranno organizzate iniziative collaterali, in particolare veri e propri percorsi di trekking urbano, alla scoperta delle tracce dei rischi che caratterizzano il territorio.

Lo slogan che identifica la campagna “Io Non Rischio” è l’affermazione di un proposito ben preciso, è una dichiarazione di intenti che ogni cittadino e ogni comunità può fare come parte attiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile, così come previsto dal nuovo “Codice”.

I temi affrontati dalla campagna, oltre a quelli ormai consolidati (terremoto, maremoto, alluvione), si arricchiscono quest’anno del rischio vulcanico in una versione sperimentale per l’area flegrea – che sarà realizzata sabato 19 ottobre -, in occasione dell’esercitazione nazionale “Exe Flegrei 2019” prevista dal 16 al 20 ottobre.

Volontari della Campania “a lezione” di Io non rischio Vulcano Campi Flegrei in vista dell’esercitazione

La campagna IO NON RISCHIO, che quest’anno apre la “Settimana della Protezione Civile”, è promossa dal Dipartimento di Protezione Civile, da INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ANPAS – Associazione Nazione delle Pubbliche Assistenze, Fondazione CIMA e ReLUIS – Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismicaed è realizzata in collaborazione con Regioni e Comuni.

L’INGV, come promotore  e partner scientifico della campagna, ha contribuito e contribuisce attivamente alla ideazione e produzione dei materiali di comunicazione, alla formazione dei volontari che vanno in piazza sui rischi terremoto e maremoto (da quest’anno anche sul rischio vulcanico) – fornendo direttamente alle associazioni spunti e materiali per la progettazione degli allestimenti di piazza –  e a tutte le numerose attività di comunicazione, tra le quali lo sviluppo delle mappe interattive per il portale www.iononrischio.it.

L’elenco delle centinaia di piazze italiane interessate dall’evento il prossimo 12 e 13 ottobre è disponibile – in costante aggiornamento – sulla pagina web ufficiale della campagna dove è disponibile ulteriore materiale informativo.

Per promuovere e sostenere l’iniziativa attraverso i social si possono utilizzare gli hashtag ufficiali della campagna per il 2019: #iononrischio e #iononrischio2019.

social

Il terremoto del 7 ottobre 2019, Mw 4.0 in provincia di Catanzaro: approfondimento geologico

Il terremoto del 7 ottobre 2019, Mw 4.0, si è verificato circa 10 km ad ovest della città di Catanzaro ad una profondità di 27 km, nel contesto della zona di subduzione dell’Arco Calabro (Figura 1).

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Figura 1: La stella rossa rappresenta l’epicentro del terremoto del 7 ottobre 2019, Mw 4.0, nel contesto della subduzione dell’Arco Calabro. Il piano di subduzione è rappresentato con isolinee di profondità (il valore di profondità è indicato in bianco), è tratto da DISS v. 3.2.1 (DISS Working Group, 2018; http://diss.rm.ingv.it/diss/, il Database delle sorgenti sismogenetiche italiane è descritto in questo articolo del blog) e visualizzato attraverso Google Earth.

La subduzione è un processo che si instaura lungo il margine tra due placche che convergono, per cui una delle due scorre sotto l’altra, sprofondando nel mantello sottostante. La subduzione dell’Arco Calabro è il risultato della convergenza tra la placca euroasiatica -a nord- e la placca africana – a sud. Le misure geodetiche confermano che questo movimento relativo avviene ad una velocità di alcuni millimetri ogni anno.

Il processo di subduzione (ossia di immersione nel mantello terrestre) di crosta oceanica ionica (africana) al di sotto della placca euroasiatica è iniziato circa 80 milioni di anni fa ed è attualmente ancora in corso nella porzione dell’Arco Calabro compresa tra la Stretta di Catanzaro e lo Stretto di Messina, causando l’arretramento verso sud-est dell’Arco Calabro. La crosta oceanica subdotta (slab) raggiunge una profondità di circa 600 km. I terremoti che avvengono all’interno dello slab permettono di delinearne approssimativamente la geometria, rappresentata attraverso linee di uguale profondità in Figura 1. Per un approfondimento sulla sismicità profonda dell’Arco Calabro è possibile leggere questo post e vedere il video:

Studi recenti hanno definito la geometria dell’interfaccia tra le due placche e le principali caratteristiche della placca in subduzione (vedi Neri et al., 2009; Maesano et al., 2017 e bibliografia relativa). 

L’insieme dei processi geodinamici in atto nella zona di subduzione controlla la sismotettonica dell’area, cioè l’insieme dei processi dovuti all’interazione tra la tettonica attiva e la sismicità.

In generale, nelle zone di subduzione si possono verificare diversi tipi di terremoti in funzione della posizione in cui avvengono rispetto alla subduzione stessa (Figura 2). Avremo quindi terremoti caratterizzati da cinematica inversa sia sull’interfaccia al contatto tra le due placche che sulle faglie che si propagano all’interno della placca superiore partendo dall’interfaccia in prossimità del margine (dette megasplays). All’interno della placca superiore avremo invece terremoti caratterizzati da cinematica normale ed eventualmente anche trascorrente.  Anche la placca subdotta è sottoposta a forze che generano terremoti (detti intra-slab) con cinematica variabile in funzione di profondità e posizione relativa.

Considerando l’intera storia sismica italiana a nostra disposizione, la Calabria è stata interessata da alcuni dei terremoti più forti, le cui faglie responsabili sono spesso poco evidenti nella geologia di superficie o addirittura cieche (che non intersecano la superficie topografica). Sebbene molte faglie siano state individuate come sorgenti sismogenetiche di forti terremoti, ad oggi è possibile che in questa regione alcune faglie attive e responsabili di forti terremoti storici possano non essere state ancora identificate (vedi Tiberti et al., 2017). 

Figura 2: In alto, rappresentazione schematica di una zona di subduzione (modificata da Doglioni et al., 1999). In basso, schema della subduzione in Calabria, con la posizione delle tipologie di sorgenti sismogenetiche note (A1 e A2 faglie normali, B faglie inverse).  La stella rossa rappresenta l’epicentro del terremoto del 7 ottobre 2019. Figura modificata da Tiberti et al., 2017.

Torniamo al terremoto del 7 ottobre. Il meccanismo focale calcolato indica che si tratta di un terremoto generato da una faglia con cinematica normale. Sappiamo che le faglie normali si collocano agevolmente nel contesto generale della sismicità presente nelle zone di subduzione. Considerando le incertezze relative alla posizione dell’interfaccia di subduzione, possiamo collocare la faglia responsabile del terremoto del 7 ottobre sia all’interno della placca superiore, sia all’interno dello slab subdotto (Figura 2).

a cura di Paola Vannoli e Mara Tiberti, INGV-Roma1.


Bibliografia

DISS Working Group (2018). Database of Individual Seismogenic Sources (DISS), Version 3.2.1: A compilation of potential sources for earthquakes larger than M 5.5 in Italy and surrounding areas. http://diss.rm.ingv.it/diss/, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; doi:10.6092/INGV.IT-DISS3.2.1.

Doglioni C., P. Harabaglia, S. Merlini, F. Mongelli, A. Peccerillo, C. Piromallo (1999). Orogens and slabs vs. their direction of subduction. Earth-Sci. Rev., 45, 167-208.

Maesano F.E., M.M. Tiberti, R. Basili (2017). The Calabrian Arc: three-dimensional modelling of the subduction interface. Scientific reports, 7, 8887, doi:10.1038/s41598-017-09074-8.

Neri G., B. Orecchio, C. Totaro, G. Falcone, D. Presti (2009). Subduction Beneath Southern Italy Close the Ending: Results from Seismic Tomography. Seismological Research Letters, 80, 63-70, doi:10.1785/gssrl.80.1.63.

Tiberti M.M., P. Vannoli, U. Fracassi, P. Burrato, V. Kastelic, G. Valensise (2017). Understanding seismogenic processes in the Southern Calabrian Arc: a geodynamic perspective. Ital. J. Geosci., 136, 3, 365-388, doi:10.3301/IJG.2016.12.

Problemi tecnici lista web terremoti.ingv.it [risolto]

[AGGIORNAMENTO 08-10-19 ore 14:30] i problemi tecnici sono stati risolti ed il servizio di aggiornamento ripristinato.

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Il servizio di aggiornamento in tempo reale della lista terremoti terremoti.ingv.it non sarà garantito nelle prossime ore,  in seguito ad un distacco improvviso di corrente elettrica ed al conseguente danneggiamento di alcuni server.

Le informazioni in tempo reale sono in ogni caso garantite al Dipartimento di Protezione Civile attraverso i consueti protocolli di comunicazione concordati.

Sono operativi per tutti sia il canale Twitter @ingvterremoti che la pagina Facebook (per eventi di magnitudo superiore a 2.5) mentre sarà possibile reperire sul blog ingvterremoti.wordpress.com informazioni più dettagliate su eventuali terremoti di magnitudo superiore a 4.0.

Ci scusiamo per il disservizio.

Evento sismico del 7 ottobre 2019, Ml 4.0 (Mw 4.0), in provincia di Catanzaro

Alle ore 08:11 italiane del 7 ottobre 2019 un evento sismico di magnitudo Ml 4.0 (Mw 4.0) è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV 2 km a nord-ovest di Caraffa di Catanzaro in provincia di Catanzaro ad una profondità di 27 chilometri.

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La localizzazione dell’evento di magnitudo Ml 4.0 alle ore 8:11. In giallo la sismicità dal 1 gennaio 2018.

L’evento è stato localizzato nella provincia di Catanzaro nelle vicinanze dei comuni di Caraffa, Settingiano e Marcellinara. Nella successiva tabella sono elencati i comuni con una distanza inferiore a 10 km dall’epicentro.

L’area interessata dall’evento sismico di questa mattina è considerata a pericolosità sismica molto alta, come è mostrato dal modello di pericolosità per il territorio nazionale.

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La sismicità storica dell’area riporta in questa area diversi eventi sismici di elevata magnitudo. Dalla mappa dei terremoti del passato estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15) si evidenzia che il terremoto del 4 aprile 1626, di magnitudo stimata Mw 6.1, con un epicentro leggermente più a sud di quello odierno, abbia danneggiato fortemente i comuni di Girifalco (grado X della scala MCS) e Caraffa di Catanzaro (grado IX della scala MCS).

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La zona è stata anche interessata dalla lunga sequenza di terremoti che nel 1783 per alcuni mesi interessò quasi tutta la Calabria, da Sud a Nord ed in particolare da quello del 28 marzo (con magnitudo Mw stimata 7.0) causò danni catastrofici fino al grado XI della scala MCS.

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Distribuzione degli effetti prodotti dal terremoto del 28 marzo 1783. Fu l’ultima delle grandi scosse della sequenza sismica calabro-messinese del 1783 e, quanto ad ampiezza dell’area colpita, gravità degli effetti e ad estensione dell’area di risentimento, fu simile alla scossa del 5 febbraio; questo terremoto, infatti, fu avvertito in un’area enorme, estesa a tutta l’Italia meridionale, dalla Sicilia a Napoli, alla Puglia meridionale; all’interno della zona epicentrale ebbe effetti catastrofici, valutabili fino al grado XI della scala MCS (Fonte: CPTI15-DBMI15).

Il terremoto avvenuto oggi, secondo i dati accelerometrici disponibili al momento, ha fatto registrare accelerazioni che corrispondono ad un’intensità strumentale su terreno roccioso fino al IV grado della scala MCS. 

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Simile risentimento si evince dalla Mappa del risentimento sismico in scala MCS elaborata a partire da 266 questionari online (aggiornato alle 9:13) dal sito www.haisentitoilterremoto.it.  La mappa aggiornata dei risentimenti è disponibile al seguente LINK.

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Mappa del risentimento sismico in scala MCS che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto (secondo la legenda colorata) sul territorio come ricostruito dai questionari on line. Con la stella viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Al momento (ore 9:30) si registrano altre 4 scosse nella zona, la cui magnitudo è pari o inferiore a 2. Il terremoto è stato preceduto da un evento di magnitudo 1.5 avvenuto alle 6:47. Per ulteriori informazioni: http://terremoti.ingv.it/ 


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Le iniziative INGV per la notte Europea dei Ricercatori

Mancano pochi giorni al prossimo appuntamento della Notte Europea dei Ricercatori. I ricercatori INGV, a fianco dei colleghi di Università ed Enti di ricerca, animeranno, Venerdì 27 settembre, le piazze di BolognaPisaLuccaMilanoL’AquilaPalermoNapoli e Catania.

L’iniziativa, promossa dalla Commissione Europea nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie, finanziate dal programma Horizon 2020, nasce per diffondere la cultura scientifica e incentivare le professioni della ricerca creando occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini. Ogni anno dal 2005, l’ultimo venerdì del mese di settembre, i ricercatori incontrano il pubblico per raccontare il proprio lavoro aprendo i laboratori e occupando le strade e le piazze di centinaia di città in tutta Europa.

Per il biennio 2018-2019 la Commissione Europea ha scelto e finanziato 55 progetti fra le 128 proposte ricevute. Ben nove di questi progetti sono italiani e coinvolgono 116 città del nostro paese (www.nottedeiricercatori.it).

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Farsi conoscere, raccontare la propria ricerca, avvicinare ed incuriosire le future generazioni sono le motivazioni che spingono ogni anno i ricercatori dell’INGV a partecipare con entusiasmo alla Notte Europea dei Ricercatori. Il nostro Istituto è tra i promotori del progetto SOCIETY, ed è partner locale in molte città nell’ambito dei progetti  BRIGHT,  SHARPER.

Insomma, le occasioni per parlare di vulcani, terremoti e ambiente non mancheranno. Venite a trovarci? Ecco dove saremo:

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Le città coinvolte dalla Notte dei Ricercatori dove l’INGV sarà presente

Vediamo insieme i programmi!

Partiamo da Palermo, dove dalle 19.00 alle 24.00, nel Complesso Monumentale dello Steri (piazza Marina, 61), sarà allestito uno stand espositivo in cui l’INGV proporrà il VOLCANO LAB Vulcani e Terremoti: tweet dall’interno della Terra!. I ricercatori mostreranno un modello di vulcano e il funzionamento di un sismografo e illustreranno le caratteristiche dell’attività vulcanica e sismica del nostro territorio attraverso strumenti multimediali e campioni di rocce vulcaniche siciliane. Si illustreranno le caratteristiche geologiche del nostro Paese e la carta della pericolosità sismica in Italia.

Programma

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Postazione INGV della Sezione di Palermo alla Notte della Ricerca 2018

Catania, l’Osservatorio Etneo apre le porte ai cittadini per incontrare ricercatori e tecnici che, con passione e professionalità, osservano, monitorano e studiano i vulcani attivi siciliani.

La prima parte del pomeriggio è dedicata ai più piccoli, bambini della scuola primaria, previa prenotazione, potranno partecipare al laboratorio sull’osservazione delle rocce vulcaniche, finalizzato alla comprensione di aspetti e peculiarità dei vulcani.

La seconda parte del programma è rivolta a tutti, studiosi, curiosi e appassionati, che potranno incontrare e conversare con alcuni dei ricercatori dell’Osservatorio Etneo, partecipando ad una o più conferenze che inizieranno a partire dalle ore 19:30.

Durante l’evento sarà possibile visitare la Sala Operativa dell’osservatorio, luogo di particolare attrattiva per conoscere le attività di sorveglianza e monitoraggio che l’istituto conduce, ormai, da parecchi anni. Inoltre, per l’occasione, saranno allestiti spazi espositivi dove osservare alcuni degli strumenti che permettono una efficace ed efficiente sorveglianza del vulcano Etna.

Programma

La sezione di Napoli dell’INGV partecipa alla Notte Europea dei Ricercatori con il progetto nazionale SHARPER. La manifestazione principale si terrà il giorno 27 settembre e sarà preceduta da una serie di eventi pre-notte. Tra questi, una mattinata informativa sul cambiamento climatico per gli studenti delle scuole superiori che si terrà il 24 settembre presso la facoltà di Architettura, a Palazzo Gravina; gli organizzatori sono INGV, INAF, DIARC e DISTAR dell’Università Federico II.

Per la serata del 27 settembre, dalle 18 alle 23 circa, l’INGV sarà presente all’Accademia di Belle Arti e in Piazza del Gesù a Napoli, e al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa, a Portici.

A Piazza del Gesù l’INGV Osservatorio Vesuviano sarà presente con attività laboratoriali e dimostrazioni scientifiche incentrate sul vulcanismo napoletano e sul monitoraggio dei vulcani. Per celebrare il 50° anniversario dell’uomo sulla Luna, ci sarà un approfondimento sui lunamoti, studio cominciato già nel 1969 con l’installazione del primo sismografo lunare.

All’Accademia di Belle Arti sarà presente una postazione INGV in collaborazione con il CNR-IGAG e il DST dell’Università di Roma Sapienza dedicata al gas Radon e al progetto Respire.

Infine, nel Museo di Pietrarsa, alle ore 20.00 il ricercatore Giovanni Ricciardi dell’INGV OV dialogherà sul tema delle catastrofi con storici del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università Federico II.

Programma

napoli
Napoli, attività divulgativa presso postazione INGV Osservatorio Vesuviano

Roma la Notte Europea dei Ricercatori verrà celebrata qualche giorno dopo: il 29 settembre 2019 ricorrono i vent’anni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La ricorrenza sarà ricordata nella sede nazionale dell’INGV a partire dal 29 settembre, 30 settembre e 1 ottobre a Roma. Per questo motivo a Roma la notte europea dei ricercatori si svolgerà domenica 29 settembre 2019 con un open day aperto al pubblico dalle 10 alle 19. Durante l’open day il pubblico potrà visitare cinque percorsi tematici: Ambiente, Terremoti, Vulcani, assistere a cicli di conferenze su diversi temi scientifici con un intermezzo con musica dal vivo, visitare la sala di monitoraggio sismico e di allerta tsunami. In ciascun percorso ci sarà un’area gioco dedicata a bambini e ragazzi. Maggiori informazioni e programma completo degli eventi al link:

Programma

roma
Sala di monitoraggio della sede di Roma

Il progetto SHARPER coinvolgerà anche la città di L’Aquila. I ricercatori INGV saranno presenti in Piazza Duomo a partire dalle ore 17:00 con INGV EXPERIENCES per divertire  i bambini con il laboratorio Costruisci un vulcano, anzi due, con il nuovo gioco di società Escape Vulcano e con la favola del Drago Aidar. Ci sarà poi l’angolo A Restless Planet, dove  i visitatori saranno accolti con la sala sismica virtuale in tempo reale; sarà anche possibile approfondire i temi di terremoti e vulcani con exhibit, pannelli esplicativi, video interattivi. Le attività con le scuole prevedono due appuntamenti: il vulcanologo Gianfilippo De Astis terrà la conferenza Stromboli, un vulcano irrequieto (Auditorium del Parco, ore 11.15, prenotazione obbligatoria), per ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado. Si andrà alla scoperta di uno dei vulcani più attivi al mondo, che gli antichi chiamavano il “faro del Mediterraneo” per via della sua attività eruttiva persistente, detta appunto “stromboliana”.  Il sismologo Gianluca Valensise, con Perchè i terremoti fanno danni? (Palazzo Fibbioni – Sala Rivera, ore 11.15, prenotazione obbligatoria), rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado, illustrerà come la vulnerabilità dei centri storici aumenti al crescere del tempo trascorso dall’ultimo forte terremoto: un fenomeno dovuto sia all’invecchiamento degli edifici, sia a una sorta di “smemorizzazione” che di fatto limita gli interventi di miglioramento sismico.

Infine, Lucilla Alfonsi, esperta di geomagnetismo e ionosfera, terrà la conferenza Tempeste solari e GPS: esiste il rischio di perdere la rotta? (Palazzo Fibbioni – Sala Rivera, ore 18.30) e racconterà tutti i segreti delle tempeste solari e di come possano influire sul funzionamento dei sensori GPS che ciascuno di noi ha nello smartphone.

Programma

 

Programma per le scuole

 

Conferenze pomeridiane

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Edizione Sharper a L’Aquila 2018

Salendo in Toscana, i ricercatori INGV partecipano alla Notte Europea dei Ricercatori con il progetto Bright. Il filo conduttore delle attività proposte a Pisa sono i vulcani. Lo STAND DELLA RICERCA, in Largo Ciro Menotti, From Marsili to Mars: Vulcani dagli abissi allo spazio darà ai visitatori la possibilità di navigare nei fondali del Mar Tirreno alla scoperta dei vulcani sottomarini per poi volare su Marte ad esplorare il Mons Olympus, la montagna più elevata del sistema solare. Non mancherà un aggiornamento sulle due eruzioni parossistiche che hanno recentemente interessato l’isola di Stromboli e sulle attività che l’INGV affronta in stato di emergenza. Al Chicchessia – Piazza Chiara Gambacorti – alle 19:30 si parlerà inoltre di come le grandi eruzioni vulcaniche del passato abbiano influenzato la storia dei popoli con l’APERITIVO DELLA RICERCA Quell’anno successe che….

Lucca, all’interno del Chiostro di San Francesco, il tema dell’esposizione è Quando gli abissi raccontano il clima: un viaggio nel tempo che ripercorre i cambiamenti climatici della Terra ricostruiti grazie agli indizi che hanno lasciato nelle concrezioni di grotta e nei sedimenti dei fondali marini.

Programma

pisa
Pisa, Largo Ciro Menotti, edizione Bright 2018

L’INGV sarà presente anche a Bologna dove la Notte Europea dei Ricercatori è animata dal progetto SOCIETY. Venerdì 27 settembre dalle 18.00 a mezzanotte, saremo in via Zamboni e proporremo uno sguardo sul nostro pianeta irrequieto, per raccontare diversi processi geologici attraverso exhibit, filmati e semplici attività interattive adatte anche ai bambini. Quest’anno, una particolare attenzione verrà data all’isola di Stromboli e alle due eruzioni parossistiche che sono avvenute nel corso dell’estate.

Alle 22 presso la Scuderia di Piazza Verdi, proporremo insieme ai filosofi dell’Università di Bologna una conversazione pubblica fra scienza e filosofia: insieme ai partecipanti cercheremo di valutare se, come e quando il parere esperto è utile e necessario a guidare le scelte della società civile.

Programma

bologna
Bologna, la postazione dell’INGV nell’edizione 2018

Milano, INGV torna per la quinta volta consecutiva alla Open Night del Museo della Scienza e Tecnologia, che quest’anno celebra i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci. Nell’incontro Draghi, pendoli e sismometri si parlerà della storia della sismologia, del contributo di Leonardo allo studio dei terremoti e degli accorgimenti antisismici che egli disegnò.

I numerosi progetti che animeranno la Notte Europea dei Ricercatori sono il risultato dello sforzo congiunto di ricercatori che appartengono a tutti i principali enti di ricerca insieme agli atenei più prestigiosi. Scopri di più esplorando i siti del progetto più vicino a te!


BRIGHT

BRIGHT significa “Brilliant Researchers Impact on Growth Health and Trust in research” e simboleggia l’aspetto positivo dell’attività di ricerca e un messaggio di fiducia al grande pubblico. Il progetto è volto a migliorare la visibilità e la percezione del lavoro dei ricercatori tra la cittadinanza della Regione Toscana. BRIGHT porterà circa 1500 ricercatori nelle strade del centro storico di 14 città, e aprirà le porte dei laboratori ai cittadini. Bright è promosso da una squadra ormai consolidata che comprende, oltre alla Regione Toscana, le Università di Siena, Firenze e Pisa, l’Università per Stranieri di Siena, la Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna, la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Scuola IMT Alti Studi Lucca, il CNR (area della ricerca di Pisa), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Sezione di Pisa).

Il progetto BRIGHT è finanziato dalla Commissione Europea – Azioni Marie Skłodowska-Curie – H2020-MSCA-NIGHT-2018 – G.A. 818515.

SHARPER

SHARPER (SHAring Researchers’ Passions for Evidences and Resilience) è il progetto nazionale della Notte Europea dei Ricercatori che trasforma le città in laboratori a cielo aperto, i laboratori di ricerca in piazze e i luoghi storici in contesti da esplorare insieme ai ricercatori. In questi spazi SHARPER creerà occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini con oltre 600 iniziative realizzate da più di 4000 ricercatori in 12 capoluoghi di provincia di 8 regioni accomunati dalla passione per la ricerca e la scoperta. La collaborazione con 250 partner culturali ed enti di ricerca nazionali e internazionali è la base per raccontare la passione dei ricercatori per le sfide complesse e la ricerca di soluzioni efficaci che riguardano ogni cittadino. Sfide e soluzioni raccontate attraverso formati innovativi che vanno dai giochi di ruolo ai trekking urbani, e parlano di ricerca di base e innovazione tecnologica. Le iniziative di Shaper 2019 si caratterizzano per l’interdisciplinarietà e la collaborazione tra ricercatori degli ambiti più diversi e sono tutte inserite nel programma ufficiale dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

SOCIETY

How do you spell RESEARCH? SOCIETY – Science, histOry, Culture, musIc, Environment, arT, technologY. Il progetto si propone di esplorare le possibili intersezioni tra scienza, cultura e società. Un obiettivo che si riflette in un aspetto distintivo del territorio: a Bologna il sistema della ricerca è da sempre fortemente integrato e interdisciplinare, grazie alla compresenza locale dei principali enti di ricerca nazionali, del centro di supercalcolo nazionale, insieme all’ateneo bolognese, fra i più antichi e prestigiosi in Italia. Il progetto, che si sviluppa lungo tutto il mese di settembre con un ricco calendario, si avvale della collaborazione con le principali realtà culturali, territoriali e associative del territorio.

Il progetto Society, coordinato dal Consorzio Interuniversitario CINECA è proposto da Università di Bologna, Consiglio Nazionale delle Ricerche Area di Bologna (CNR), Istituto nazionale di Fisica Nucleare (INFN) Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e ComunicaMente, è stato finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie, Grant Agreement n. 819090.

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