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SPECIALE Un anno dopo il terremoto in Emilia

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La sequenza sismica che ha interessato l’Emilia nel maggio-giugno 2012 ha avuto un rilevante impatto sociale, culturale, emotivo ed economico. Gli eventi sismici hanno causato numerose vittime, feriti e importanti danni in molte località colpendo sia i centri storici che le aree rurali e industriali.

Ricordiamo  che la sequenza sismica è stata caratterizzata da due scosse principali (il 20 e il 29 maggio), di magnitudo Richter (Ml) 5.9 e 5.8, e da 5 terremoti di magnitudo superiore a Ml 5.0, oltre a migliaia di eventi minori che continuano ancora oggi. Le stime della magnitudo (Ml e Mw) per i terremoti più forti della sequenza sono riportate nella tabella qui sotto, dove si vede che al variare del metodo e dei dati usati si possono ottenere stime che variano di circa 0.3.

 Data Ml Mw 
20.05.2012 ore 4:03  5.9 5.9-6.1
29.05.2012 ore 9.00  5.8 5.7-6.0

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I terremoti in Pianura Padana Emiliana del maggio 2012 e la pericolosità sismica dell’area: che cosa è stato sottostimato?

report_2meseI terremoti del maggio 2012 hanno colpito un’area fra le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, ritenuta dal pubblico, e non solo, “un’area poco sismica” o addirittura “non-sismica”. Come già avvenuto per il terremoto dell’Aquilano del 2009 altre voci, anche in ambito scientifico, hanno avanzato l’ipotesi di una possibile – anzi, praticamente certa – sottovalutazione della pericolosità sismica “ufficiale” dell’area. Di conseguenza è stata sostenuta la necessità di aggiornarne le stime, facendo a volte un po’ di confusione fra pericolosità sismica, rischio sismico, classificazione sismica e normativa sismica.

Questo argomento è stato discusso da ricercatori di INGV, Eucentre e GEM (M. Stucchi, C. Meletti, P. Bazzurro, R. Camassi, H. Crowley, M. Pagani, R. Pinho e G.M. Calvi) in un articolo pubblicato su “Progettazione Sismica” (v.4, n.3 del 2012 – Numero monotematico sul terremoto in Emilia), che riportiamo integralmente per gentile concessione della rivista. Leggi il resto di questa voce

Terremoto in Pianura Padana: aggiornamento (5 luglio)

Carta epicentrale

Distribuzione epicentrale dei terremoti fino al 5 luglio (alle 14). I cerchi rossi sono i terremoti dell’ultima settimana, le stelle sono gli epicentri dei terremoti più forti (vedere la legenda a destra in figura)

Nell’ultima settimana l’attività sismica è stata modesta. Abbiamo rilevato e localizzato in tutto 58 eventi, di cui soltanto 2 con magnitudo maggiore o uguale a 3. Il più forte ha avuto magnitudo (Ml) 3.2 ed è avvenuto alle 23.02 del 1 luglio.

L’istogramma del numero dei terremoti e del momento sismico giornaliero (dettagli qui) mostra bene la diminuzione di attività delle ultime settimane (grafico sotto).

Il numero dei terremoti per giorno si è gradualmente ridotto. Dall’ultimo picco, registrato nei giorni 3 e 4 giugno con oltre 80 eventi al giorno, si è passati a una media giornaliera intorno ai 40 terremoti nella prima metà di giugno, a circa 20 nella seconda metà, fino ai 10 eventi giornalieri (o anche meno) degli ultimi giorni.

Anche l’energia rilasciata mostra una diminuzione importante, di circa due ordini di grandezza (cioè 100 volte in meno) tra l’inizio di giugno e i primi di luglio. Si vede bene (grafico sotto) la tendenza ad una diminuzione graduale, anche se accompagnata da alcuni picchi secondari,  come ad esempio l’1 e il 2 luglio quando ci sono stati due terremoti di magnitudo superiore/uguale a 3.

Istogramma terremoti

Andamento giornaliero del numero dei terremoti (colonne) e del momento sismico (linea e cerchietti neri) dal 16 maggio al 5 luglio 2012. I colori delle colonne sono spiegati nella legenda sopra al grafico, mentre la scala (logaritmica) del momento sismico è sull’asse verticale di destra.

Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento 23 giugno ore 15:30

L’attività sismica in questi ultimi giorni si è mantenuta su livelli contenuti, con un numero medio giornaliero di terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale pari a circa 20, di cui soltanto la metà di M≥2. Il grafico sotto, diversamente da quelli pubblicati in precedenza, riporta soltanto i terremoti sopra questa soglia di magnitudo (2). In questo modo è possibile apprezzare meglio il reale andamento della sequenza sin dall’inizio. Infatti abbiamo potuto localizzare i terremoti più  piccoli soltanto dopo alcuni giorni, quando la rete sismica mobile  è entrata nel pieno della sua funzionalità. Il numero totale dei terremoti localizzati finora è di 2046. Nelle ultime 24 ore abbiamo rilevato 20 terremoti, con magnitudo massima 2.6.

Andamento temporale della sequenza sismica dal 16 maggio al 23 giugno (ore 15:30). Le colonne indicano il numero di terremoti per giorno (per i colori vedere la legenda in alto) mentre i punti e la linea nera rappresentano il numero totale dei terremoti. Si noti che sono riportati solo gli eventi sismici con M≥2, quindi il numero è inferiore rispetto agli istogrammi precedenti.

Nella figura si notano due picchi principali di sismicità, dovuti ai due maggiori eventi della sequenza (20 e 29 maggio) e un terzo picco minore il 3 giugno. A partire dal 5 giugno, l’attività si è mantenuta bassa ed è diminuita gradualmente.

Terremoto Pianura Padana Emiliana: rapporto di sintesi degli effetti del terremoto del 20 maggio 2012 sulle località rilevate dalle squadre di QUEST

Il rilievo è stato condotto dalle squadre di QUEST dell’INGV secondo le consuete modalità dell’indagine macrosismica, osservando il danneggiamento all’esterno degli edifici, focalizzando l’indagine sull’edilizia civile e residenziale che è più rappresentativa dal punto di vista macrosismico. L’edilizia cosiddetta speciale e monumentale, chiese, torri, campanili, capannoni industriali, ma anche vecchi fienili e cascinali, non è considerata propriamente rappresentativa per le scale di intensità, che ne sconsigliano l’utilizzo a scopo di assegnazione dell’intensità stessa. Tuttavia data la peculiarità riscontrata nei danneggiamenti, riteniamo di mantenere una certa cautela nell’assegnazione dell’intensità al sito, e pertanto il presente documento rappresenta una sintesi descrittiva dei principali elementi caratteristici degli effetti osservati.

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Terremoto in Pianura Padana Emiliana: evento M4.2, 29 maggio ore 11.30

Un terremoto di magnitudo (Ml) 4.2 è avvenuto alle ore 11:30 italiane del giorno 29 maggio 2012. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico denominato Pianura Padana Emiliana.

Map Location

Comuni entro i 10Km dall’epicentro: SAN GIACOMO DELLE SEGNATE (MN), SAN GIOVANNI DEL DOSSO (MN), CAVEZZO (MO), CONCORDIA SULLA SECCHIA (MO), MEDOLLA (MO), MIRANDOLA (MO), SAN POSSIDONIO (MO).

Comuni tra 10 e 20km dall’epicentro: MAGNACAVALLO (MN), MOGLIA (MN), OSTIGLIA (MN), PIEVE DI CORIANO (MN), POGGIO RUSCO (MN), QUINGENTOLE (MN), QUISTELLO (MN), REVERE (MN), SAN BENEDETTO PO (MN), SCHIVENOGLIA (MN), SERRAVALLE A PO (MN), SUSTINENTE (MN), VILLA POMA (MN), ROLO (RE), BASTIGLIA (MO), BOMPORTO (MO), CAMPOSANTO (MO), CARPI (MO), NOVI DI MODENA (MO), RAVARINO (MO), SAN FELICE SUL PANARO (MO), SAN PROSPERO (MO), CREVALCORE (BO).

Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento ore 23 del 27 maggio

L’attività sismica è proseguita con numerose scosse e alle ore 20:18 (ora italiana) si è verificato un terremoto di magnitudo 4. In totale, finora (ore 23:00 del 27/5)  sono stati localizzati oltre 700 terremoti.

Andamento sequenza sismica dal 19 maggio. In colore rosso gli eventi delle ultime 24 ore.

Dall’inizio della sequenza, gli eventi di magnitudo superiore a 5 sono stati 3; quelli con magnitudo tra 4.0 e 4.9 sono stati in totale 16. Leggi il resto di questa voce

Terremoto Pianura Padana Emiliana: evento sismico M4.0, 27 maggio ore 20:18

Un terremoto di magnitudo 4.0 è avvenuto alle ore 20:18:45 italiane del 27 maggio 2012 (18:18:45 27/Mag/2012, UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Pianura Padana Emiliana. 

Comuni entro i 10Km dall’epicentro: CAMPOSANTO (MO), MEDOLLA (MO), MIRANDOLA (MO), SAN FELICE SUL PANARO (MO)

Comuni tra 10 e 20km dall’epicentro:  BORGOFRANCO SUL PO (MN), CARBONARA DI PO (MN), MAGNACAVALLO (MN), OSTIGLIA (MN), PIEVE DI CORIANO (MN), POGGIO RUSCO (MN), QUINGENTOLE (MN), REVERE (MN), SAN GIACOMO DELLE SEGNATE (MN), SAN GIOVANNI DEL DOSSO (MN), SCHIVENOGLIA (MN), SERMIDE (MN), SERRAVALLE A PO (MN), VILLA POMA (MN), CASTELNOVO BARIANO (RO), MELARA (RO), BOMPORTO (MO), CAVEZZO (MO), CONCORDIA SULLA SECCHIA (MO), FINALE EMILIA (MO), RAVARINO (MO), SAN POSSIDONIO (MO), SAN PROSPERO (MO), CREVALCORE (BO).

Per info: http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7223023780/event.html

Terremoto in Pianura Padana Emiliana: inquadramento geologico

Le informazioni principali sulla Pianura Padana provengono dalle esplorazioni petrolifere. La Pianura Padana è un’area a basso rilievo morfologico ricoperta da un ingente spessore – fino a 8 km – di sedimenti terrigeni Plio-Pleistocenici. Nell’area della zona epicentrale del terremoto del 20 Maggio 2012, le fasi tettoniche compressive – che hanno portato alla formazione delle catene montuose delle Alpi e degli Appennini – hanno prodotto pieghe asimmetriche, faglie inverse e thrust. Nel caso dell’Appennino settentrionale, queste strutture hanno vergenza verso nord-nord-est (quindi immergenti verso sud) e coinvolgono sia la copertura sedimentaria che la sequenza carbonatica Mesozoica sottostante.

A grande scala, nella Pianura Padana si distinguono a nord le pieghe del Sudalpino e, nella parte meridionale, tre strutture principali ad arco, costituite dai thrust più avanzati della catena appenninica. Da ovest a est: l’arco del Monferrato, l’arco Emiliano (Mirandola) e l’arco di Ferrara. Quest’ultimo si può suddividere in tre gruppi minori: le pieghe ferraresi, le pieghe romagnole e più a est le pieghe adriatiche, che costituiscono il vero fronte esterno (sepolto) della catena appenninica. L’arco ferrarese è sepolto al disotto di una sequenza Plio-Pleistocenica terrigena che copre la successione carbonatica mesozoica, che costituisce la vera ossatura dell’Appennino.

Nella mappa geologico-strutturale, leggermente modificata da un lavoro di Boccaletti e Martelli (2004),  sono riportate le principali strutture tettoniche sepolte in Pianura Padana. Sulla carta sono stati tracciati gli assi P desunti dai meccanismi focali relativi all’evento principale (M 5.9) e a due eventi successivi di magnitudo (M 5.1). Tali assi P indicano la direzione di massima compressione in atto, circa nord-sud; sono stati inoltre tracciati gli assi di massimo sforzo sul piano orizzontale desunte dai dati di breakout ricavati in pozzi profondi dell’area.

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Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento ore 22 del 26 maggio

L’attività sismica è proseguita con numerose piccole scosse e pochi terremoti rilevanti inferiori a 4 di magnitudo. In totale, finora (ore 22:00 del 26/5)  sono stati localizzati oltre 600 terremoti.

Andamento sequenza sismica dal 19 maggio. In colore rosso gli eventi delle ultime 24 ore.

Dall’inizio della sequenza, gli eventi di magnitudo superiore a 5 sono stati 3; quelli con magnitudo tra 4.0 e 4.9 sono stati in totale 15. Leggi il resto di questa voce

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