Archivi Blog
Sequenza nel Pollino, 12 novembre: aggiornamento ore 12
Dopo il terremoto del 26 ottobre, ore 01:05, di magnitudo 5.0, i turnisti della Sala Sismica INGV hanno localizzato circa 790 repliche. Si sono verificati 630 eventi di magnitudo inferiore a 2.0, 150 terremoti di magnitudo tra 2.0 e 3.0, 7 di magnitudo tra 3.0 e 4.0 (Iside, http://iside.rm.ingv.it).
| Tempo Origine (UTC) | Ora italiana | Lat | Long | Prof | Magnitudo |
| 08/11/2012 11:11 | 08/11/2012 12:11 | 39.909 | 16.111 | 6.3 | 3.0 |
| 05/11/2012 12:06 | 05/11/2012 13:06 | 39.935 | 16.005 | 8.7 | 3.3 |
| 03/11/2012 17:07 | 03/11/2012 18:07 | 39.934 | 16.020 | 7.8 | 3.2 |
| 02/11/2012 17:50 | 02/11/2012 18:50 | 39.917 | 16.033 | 7.2 | 3.1 |
| 28/10/2012 10:13 | 28/10/2012 11:13 | 39.876 | 16.028 | 8.0 | 3.2 |
| 28/10/2012 03:37 | 28/10/2012 04:37 | 39.925 | 16.007 | 8.8 | 3.1 |
| 25/10/2012 23:16 | 26/10/2012 01:16 | 39.895 | 16.012 | 8.3 | 3.3 |
La distribuzione di questi terremoti continua ad essere prevalentemente concentrata nel settore occidentale della regione, dove è avvenuta la maggior parte dei terremoti negli ultimi mesi.
Terremoto del Pollino. Aggiornamento 28 ottobre ore 15:30
L’attività sismica nell’area del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria, prosegue con numerose scosse tutte di modesta entità. Oggi ne sono state rilevate 20, di cui due di magnitudo maggiore di 3: alle 4:37 (M3.1) e alle 11:13 (M3.2).
La sismicità continua a insistere sul settore occidentale della regione, già interessato dall’attività nei mesi scorsi.

Epicentri dei terremoti nella regione del Pollino da gennaio 2012 a oggi (ore 15:30. I cerchi rossi sono i terremoti odierni.
Per studiare meglio la sequenza e caratterizzare le faglie attive attive dell’area, l’INGV ha installato nell’area epicentrale 5 stazioni sismiche in remoto, tutte dotate di sismometro e accelerometro triassiale.
Come descritto nel post precedente (qui), per il terremoto principale del 26 ottobre, è stato calcolato il meccanismo focale, che ha confermato il tipo di deformazione attivo nell’area già evidenziato dai terremoti precedenti. Si tratta di un movimento estensionale lungo faglie orientate nordovest-sudest. La magnitudo momento (Mw), ricalcolata con i dati delle stazioni sismiche della Rete Sismica Nazionale, è pari a 5.2,leggermente superiore alla magnitudo Richter ML, pari a 5.0. Questa discrepanza è nella norma, trattandosi di due misure diverse.
Sono state ricalcolate le mappe di scuotimento utilizzando i dati di tutte le stazioni sismiche e accelrometriche attive nell’area al momento del terremoto del 26 ottobre all’1:05.
Terremoto nel Pollino, M5.0, 26 ottobre: aggiornamento ore 10
Dopo il terremoto dell’1:05 di magnitudo 5.0, i turnisti della Sala Sismica INGV hanno localizzato circa 170 repliche. Si sono verificati 135 eventi di magnitudo inferiore a 2.0, 33 terremoti di magnitudo tra 2.0 e 3.0, 1 di magnitudo tra 3.0 e 4.0, l’evento di M3.3, avvenuto alle 01:16 (Iside, http://iside.rm.ingv.it). La distribuzione di questi terremoti continua ad essere prevalentemente concentrata nel settore occidentale della regione, dove è avvenuta la maggior parte dei terremoti negli ultimi mesi.
Terremoto nel Pollino, M5.0, 26 ottobre: aggiornamento ore 5
Dopo il terremoto dell’1:05 di magnitudo 5.0, la Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha rilevato diverse decine di repliche. Al momento ne sono state analizzate oltre 80 dai turnisti della Sala Sismica INGV. La distribuzione epicentrale mostra che quasi tutta la sismicità di queste ore si localizza nel settore occidentale della regione, dove era avvenuta la maggior parte dei terremoti negli ultimi mesi.

Epicentri dei terremoti della zona del Pollino dal 1 ottobre a oggi (26/10 ore 5). La stella arancio indica l’epicentro del terremoto di magnitudo 5 avvenuto alle 1:05 del 26 ottobre.
I terremoti di queste ore sono piuttosto superficiali, quasi tutti localizzati tra 5 e 10 km di profondità, nella parte meridionale del gruppo di epicentri attivo negli ultimi mesi. Altri dettagli sulla sequenza del Pollino sono disponibili qui.
Al momento, le repliche più energetiche sono avvenute alle 1:16 (magnitudo 3.3), alle 4:25 e alle 4:40, entrambe di magnitudo 2.9.
Per studiare meglio il fenomeno, una squadra di ricercatori e tecnici dell’INGV sta recandosi nella zona epicentrale per implementare il monitoraggio con alcune stazioni sismiche temporanee.
Terremoto in Pianura Padana Emiliana: alcuni dati dei due mesi di attività sismica
A più due mesi dall’inizio dell’attività sismica in Pianura Padana Emiliana, sono stati oltre 2300 gli eventi finora registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV. Di questi, circa 2000 sono avvenuti nel primo mese, con 7 eventi con magnitudo al di sopra o uguale a 5.0 e 27 con magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0. Nel secondo mese gli eventi sono stati quasi 300 con magnitudo decisamente basse; infatti solo 5 terremoti hanno avuto magnitudo maggiore di 3.0 e il più forte ha avuto magnitudo (Ml) 3.2 ed è avvenuto alle 23.02 del 1 luglio.
Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento 27 giugno ore 16
Nell’ultima settimana l’attività sismica nella regione è andata diminuendo, sia come numero di terremoti per giorno che come magnitudo massima. Sono stati 116 gli eventi nella settimana dal 20 al 27 giugno. Un solo evento ha avuto una magnitudo maggiore di 3.0 il giorno 23 giugno alle ore 20.53 con M 3.1.

Mappa epicentrale della sequenza aggiornata alle ore 14.00 del 27 giugno. In rosso gli epicentri dei terremoti avvenuti negli ultimi 7 giorni.

Andamento temporale della sequenza sismica dal 16 maggio al 27 giugno (ore 15:30). Le colonne indicano il numero di terremoti per giorno (per i colori vedere la legenda in alto) mentre i punti e la linea nera rappresentano il numero totale dei terremoti. Si noti che sono riportati solo gli eventi sismici con M≥2.
Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento 23 giugno ore 15:30
L’attività sismica in questi ultimi giorni si è mantenuta su livelli contenuti, con un numero medio giornaliero di terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale pari a circa 20, di cui soltanto la metà di M≥2. Il grafico sotto, diversamente da quelli pubblicati in precedenza, riporta soltanto i terremoti sopra questa soglia di magnitudo (2). In questo modo è possibile apprezzare meglio il reale andamento della sequenza sin dall’inizio. Infatti abbiamo potuto localizzare i terremoti più piccoli soltanto dopo alcuni giorni, quando la rete sismica mobile è entrata nel pieno della sua funzionalità. Il numero totale dei terremoti localizzati finora è di 2046. Nelle ultime 24 ore abbiamo rilevato 20 terremoti, con magnitudo massima 2.6.

Andamento temporale della sequenza sismica dal 16 maggio al 23 giugno (ore 15:30). Le colonne indicano il numero di terremoti per giorno (per i colori vedere la legenda in alto) mentre i punti e la linea nera rappresentano il numero totale dei terremoti. Si noti che sono riportati solo gli eventi sismici con M≥2, quindi il numero è inferiore rispetto agli istogrammi precedenti.
Nella figura si notano due picchi principali di sismicità, dovuti ai due maggiori eventi della sequenza (20 e 29 maggio) e un terzo picco minore il 3 giugno. A partire dal 5 giugno, l’attività si è mantenuta bassa ed è diminuita gradualmente.
Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento 20 giugno ore 8
L’attività sismica nella regione continua a diminuire, sia come numero di terremoti per giorno che come magnitudo massima. Tuttavia, come sempre accade nelle prime settimane dopo un forte terremoto, l’andamento presenta delle variazioni e qualche evento rilevante può ancora accadere. L’ultimo terremoto avvertito è avvenuto la scorsa notte alle 23:48, di magnitudo 3.5 tra le province di Mantova e Modena. E’ molto probabile che entro oggi verranno superati i 2000 terremoti dall’inizio della sequenza.
Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento al 16 giugno ore 15:30
Prosegue l’attività sismica nella regione. Come già negli ultimi giorni, il numero dei terremoti è diminuito. L’ultimo evento con magnitudo maggiore di 3 è avvenuto questa notte alle 00:13, presso i comuni di Felonica (MN), Finale Emilia, (MO) e Bondeno (FE) con magnitudo 3.7.
L’istogramma sotto (Figura 1) mostra il numero giornaliero di terremoti nella regione (colonne), mentre la linea e i quadrati rossi indicano il numero totale (cumulato) dei terremoti dall’inizio della sequenza (scala sull’asse verticale di destra), che ha quasi raggiunto quota 1900.

Figura 1. Andamento nel tempo dell’attività sismica nella regione. Le colonne mostrano, come nei precedenti post, il numero di terremoti per giorno dal 16 maggio al 16 giugno (alle 15:30), I quadrati rossi sono invece la somma dei terremoti avvenuti fino a quel giorno. Il totale dei terremoti localizzati dalla Rete Sissmica Nazionale sfiora i 1900 (la scala del numero totale è sull’asse verticale di destra).
Terremoto Pianura Padana Emiliana: aggiornamento ore 11 del 15 giugno
Nelle ultime 48 ore sono stati 39 gli eventi localizzati dalla Rete Sismica Nazionale. Due terremoti hanno avuto magnitudo maggiore di 3. Il primo si è verificato alle 8.48 del 14 giugno (magnitudo 3.6), il secondo alle 8.59 del 15 giugno (magnitudo 3.6). I terremoti di queste 48 ore si sono distribuiti lungo tutta la struttura attivata in precedenza (Figura 1).

Figura 1. Mappa epicentrale della sequenza aggiornata alle ore 11.00 del 15 giugno. In rosso gli epicentri dei terremoti avvenuti nelle ultime 48 ore.
In basso (Figura 2) viene mostrato l’andamento del numero dei terremoti per giorno, a partire dal 16 maggio fino a oggi. Si nota la decisa diminuzione dell’attività negli ultimi giorni.

Figura 2. Numero giornaliero di terremoti dal 16 maggio al 15 giugno (ore 8). I colori indicano diverse classi di magnitudo degli eventi sismici (legenda in alto nella figura).













