Archivio mensile:giugno 2012

Terremoto in Pianura Padana: andamento del Momento Sismico nel tempo

Da alcuni giorni abbiamo inserito, nelle nostre relazioni sulla sequenza sismica, il grafico del momento sismico giornaliero. Questa grandezza rappresenta l’energia sismica rilasciata nelle 24 ore, e fa capire l’andamento della sequenza meglio di quanto non faccia il solo numero di terremoti.

Per calcolare il momento sismico giornaliero, si somma il contributo di ciascun terremoto a partire dalla sua magnitudo. Si consideri che tra l’energia liberata da un terremoto di magnitudo 5 e uno di magnitudo 4, tra uno di magnitudo 4 e uno di 3, e così via, c’è un fattore circa 32. Per questo motivo nei grafici del momento sismico usiamo una scala logaritmica.

Guardiamo il grafico dell’andamento temporale della sequenza fino a oggi, 29 giugno alle 17:30.

Andamento giornaliero del numero dei terremoti (colonne colorate) e del momento sismico (linea e cerchi neri). La scala di quest’ultimo è sull’asse verticale a destra ed è logaritmica, ossia tra un numero intero e il successivo (ad es. tra 15 e 16 o tra 16 e 17) c’è un fattore 10. L’unità di misura è il Nm (Newton metro). 1 Nm = 1 J (joule)

L’andamento della linea nera che rappresenta il momento sismico mostra forti oscillazioni nelle prime due settimane della sequenza (si tenga presente che tra 18 e 16 si ha una diminuzione di energia di un fattore 100, poiché i valori reali sono da 1018 a 1016Nm). Successivamente, si osserva Leggi il resto di questa voce

Rumors: chiacchiere, voci e dicerie sui terremoti della Pianura Padana

Boston Rumor Clinic. Fotografo: Bernard Hoffman, Agosto 1942.

La storia dei rumors è antica come la storia dell’uomo. Da sempre, fin nella remota antichità, le voci, i pettegolezzi, le dicerie, le bufale venivano messe in circolazione – in buona o in cattiva fede – per influenzare le vicende umane.

Oggigiorno, con lo sviluppo dei mass media, la nascita di Internet e dei social networks, i rumors sono diventati onnipresenti.

Lo studio dei rumors nasce in America nel 1940. Dopo l’attacco del Giappone a Pearl Harbour, iniziano a diffondersi i rumors sulla II Guerra Mondiale che preoccupano il Governo americano perché rischiano di compromettere l’unità sociale degli Stati Uniti prima di entrare in guerra. Il Governo americano decide di istituire dei comitati istituzionali per contrastare tali voci, ritenute pericolose per la morale civile e la sicurezza nazionale; contemporaneamente, gli scienziati sociali cominciano a studiare il fenomeno rumors.

Nel 1947 Allport e Postman pubblicano The Psychology of Rumor.  In questo lavoro, considerato da molti una pietra miliare della psicologia sociale, gli autori definiscono i rumors come proposizioni di fede su temi specifici (o di attualità), che passano da persona a persona, solitamente di bocca in bocca, senza prove evidenti della loro veridicità, esprimendo e soddisfacendo i bisogni emotivi della comunità; in questo processo i mass media hanno un ruolo chiave. Allport e Postman formulano la legge di base dei rumors, in cui la forza del rumor è legata all’importanza e al grado di ambiguità del tema.

Studi più recenti affermano che la trasmissione dei rumors è probabilmente indicativa di un “processo di interpretazione collettiva” (sensemaking). La forza del rumor è interpretata come una funzione complessa di ansia e di incertezza.

I terremoti che si sono verificati nella Pianura Padana, a partire dalle scosse più forti del 20 e del 29 maggio 2012, hanno generato e continuano a produrre una grande varietà di voci e dicerie che riguardano i temi legati al terremoto, i suoi effetti, le possibili cause, le previsioni future. Spesso queste dicerie non corrispondono a verità, anzi creano inutile allarmismo e confusione.

La risposta più efficace per combattere i rumors è quella di favorire un processo di educazione e informazione scientifica sempre più ampio e dedicato al grande pubblico; accettando la sfida di portare l’attendibilità, l’accuratezza e la profondità della scienza nella divulgazione. Ed è quello che stiamo cercando di fare con questo blog.

Partecipa alla raccolta dei rumors sul terremoto della Pianura Padana compilando il seguente form che si trova anche sul sito del Progetto EDURISK.

Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento 27 giugno ore 16

Nell’ultima settimana l’attività sismica nella regione è andata diminuendo, sia come numero di terremoti per giorno che come magnitudo massima. Sono stati  116 gli eventi nella settimana dal 20 al 27 giugno. Un solo evento ha avuto una magnitudo maggiore di 3.0 il giorno 23 giugno alle ore 20.53 con M 3.1.

Mappa epicentrale della sequenza aggiornata alle ore 14.00 del 27 giugno. In rosso gli epicentri dei terremoti avvenuti negli ultimi 7 giorni.

Andamento temporale della sequenza sismica dal 16 maggio al 27 giugno (ore 15:30). Le colonne indicano il numero di terremoti per giorno (per i colori vedere la legenda in alto) mentre i punti e la linea nera rappresentano il numero totale dei terremoti. Si noti che sono riportati solo gli eventi sismici con M≥2.

Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento 23 giugno ore 15:30

L’attività sismica in questi ultimi giorni si è mantenuta su livelli contenuti, con un numero medio giornaliero di terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale pari a circa 20, di cui soltanto la metà di M≥2. Il grafico sotto, diversamente da quelli pubblicati in precedenza, riporta soltanto i terremoti sopra questa soglia di magnitudo (2). In questo modo è possibile apprezzare meglio il reale andamento della sequenza sin dall’inizio. Infatti abbiamo potuto localizzare i terremoti più  piccoli soltanto dopo alcuni giorni, quando la rete sismica mobile  è entrata nel pieno della sua funzionalità. Il numero totale dei terremoti localizzati finora è di 2046. Nelle ultime 24 ore abbiamo rilevato 20 terremoti, con magnitudo massima 2.6.

Andamento temporale della sequenza sismica dal 16 maggio al 23 giugno (ore 15:30). Le colonne indicano il numero di terremoti per giorno (per i colori vedere la legenda in alto) mentre i punti e la linea nera rappresentano il numero totale dei terremoti. Si noti che sono riportati solo gli eventi sismici con M≥2, quindi il numero è inferiore rispetto agli istogrammi precedenti.

Nella figura si notano due picchi principali di sismicità, dovuti ai due maggiori eventi della sequenza (20 e 29 maggio) e un terzo picco minore il 3 giugno. A partire dal 5 giugno, l’attività si è mantenuta bassa ed è diminuita gradualmente.

Terremoto in Pianura Padana Emiliana: Attività di informazione alla popolazione

Incontro con la popolazione a San Matteo della Decima (San Giovanni in Persiceto, Bo) avvenuto il 19 giugno nell’ambito di “Terremoto, parliamone insieme”.

Il terremoto genera sempre un grande bisogno di informazione e conoscenza da parte dei cittadini: sulle caratteristiche del fenomeno fisico e i suoi effetti, sui comportamenti corretti da adottare in situazioni di rischio, sulle iniziative messe in campo per superare l’emergenza. Questo bisogno si è manifestato in modo rilevante anche in occasione della sequenza sismica emiliana.

Per questo motivo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile (DPC), la Regione Emilia Romagna e le amministrazioni locali e in collaborazione con le componenti del sistema di protezione civile, promuove iniziative di informazione rivolte ai cittadini delle aree colpite dal terremoto con l’obiettivo di migliorare la capacità di affrontare l’emergenza delle singole persone e delle comunità.

Tra queste, “Terremoto, parliamone insieme” ciclo di incontri promosso da Dipartimento, Regione e INGV che vede il confronto tra cittadini, rappresentanti delle istituzioni ed esperti sui temi legati alla sismicità. Altra iniziativa in corso è “Torniamo a galla”,  proposta di Giunti Editore, in collaborazione con INGV e DPC, che mette a disposizione sul proprio sito internet materiali formativi sul rischio sismico destinati ai ragazzi e agli insegnanti delle scuole, realizzati negli anni in collaborazione con  INGV e DPC con il Progetto EDURISK .

Alcune informazioni di base sul rischio sismico e sui comportamenti essenziali da adottare in emergenza sono forniti dai materiali della campagna informativa “Terremoto Io Non Rischio”.

Nell’ambito del ciclo di incontri “Terremoto, parliamone insieme“ nei giorni scorsi affollatissime serate si sono svolte in numerosi comuni del bolognese oltre che a Luzzara (Reggio Emilia), a Mirandola (Modena) e Pegognaga (Mantova). Incontri analoghi sono in corso in questi giorni e saranno organizzati nelle prossime settimane in tutti i comuni che ne faranno richiesta. Gli incontri sono organizzati su richiesta dei Sindaci dei Comuni interessati che potranno scrivere a divulgazione.terremoto[at]protezionecivile.it o telefonare al n. 051 5274783.

Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento 20 giugno ore 8

L’attività sismica nella regione continua a diminuire, sia come numero di terremoti per giorno che come magnitudo massima. Tuttavia, come sempre accade nelle prime settimane dopo un forte terremoto, l’andamento presenta delle variazioni e qualche evento rilevante può ancora accadere. L’ultimo terremoto avvertito è avvenuto la scorsa notte alle 23:48, di magnitudo 3.5 tra le province di Mantova e Modena. E’ molto probabile che entro oggi verranno superati i 2000 terremoti dall’inizio della sequenza.

Istogramma del numero giornaliero dei terremoti dal 16 maggio al 20 giugno (ore 8). La linea e i quadrati rossi rappresentano il numero totale di eventi sismici del periodo localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV

Mappa epicentrale della sequenza aggiornata alle ore 11.00 del 20 giugno. In rosso gli epicentri dei terremoti avvenuti nelle ultime 48 ore.

Terremoto in Pianura Padana: l’individuazione geologica delle sorgenti sismogenetiche

Dal 1999 i geologi del DISS Working Group (DISSWG) dell’INGV utilizzano congiuntamente dati geomorfologici e dati geologico-geofisici del sottosuolo per individuare le sorgenti sismogenetiche della Pianura Padana. Questo approccio multidisciplinare è indispensabile per studiare la tettonica attiva nelle aree di pianura in quanto la quasi totalità delle strutture è sepolta sotto una spessa coltre di sedimenti del Quaternario (cioè quelli deposti negli ultimi due milioni di anni circa). Particolare attenzione viene posta allo studio dell’idrografia in quanto essa è l’elemento del paesaggio più sensibile ai lievi cambiamenti della topografia e dei relativi gradienti indotti dall’attività tettonica.

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Terremoto nel Mar Mediterraneo occidentale – M 4.5 – 19 giugno ore 00:09

Questa notte alle 00:09 un terremoto di magnitudo 4.5 è avvenuto nel Mar Mediterraneo occidentale, a circa 170 km dalla costa sud-occidentale della Sardegna, dove è stato risentito. Se avete avvertito il terremoto, potete compilare il questionario su: haisentitoilterremoto.it

Epicentro del terremoto del 19 giugno alle 00:09 (ora italiana). In alto a destra si nota anche l’attività sismica della pianura padana dal 18 al 19 giugno.

Il blocco sardo-corso rappresenta una delle zone più stabili del Mediterraneo, essendosi Leggi il resto di questa voce

Approfondimento: i meccanismi focali e le faglie

In alcune delle immagini inserite in questo blog, ci sono delle sfere bicolore (1, 2, 3, 4) che vengono utilizzate dai sismologi per indicare alcuni aspetti importanti su come si è verificato il terremoto. Infatti il meccanismo focale è un simbolo che permette di indicare contemporaneamente tre parametri geometrici della faglia che ha generato il terremoto: l’orientazione (strike) e la pendenza (dip) del piano di faglia, e la direzione del movimento su di esso (slip), cioè come si è mossa la faglia.

Figura 1: i tre parametri geometrici della faglia che ha generato il terremoto: l’orientazione (strike) e la pendenza (dip) del piano di faglia, e la direzione del movimento su di esso (slip), cioè come si è mossa la faglia (http://www.gps.alaska.edu).

I meccanismi focali vengono calcolati a partire dai sismogrammi, cioè i segnali sismici registrati dai sismometri, e vengono rappresentati tramite delle sfere bianche e colorate (le cosiddette “beach ball” o palloni da spiaggia) geograficamente orientate (Figura 2).

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Terremoto in Pianura Padana Emiliana: aggiornamento al 16 giugno ore 15:30

Prosegue l’attività sismica nella regione. Come già negli ultimi giorni, il numero dei terremoti è diminuito. L’ultimo evento con magnitudo maggiore di 3 è avvenuto questa notte alle 00:13, presso i comuni di Felonica (MN), Finale Emilia, (MO) e Bondeno (FE) con magnitudo 3.7.

L’istogramma sotto (Figura 1) mostra il numero giornaliero di terremoti nella regione (colonne), mentre la linea e i quadrati rossi indicano il numero totale (cumulato) dei terremoti dall’inizio della sequenza (scala sull’asse verticale di destra), che ha quasi raggiunto quota 1900.

Figura 1. Andamento nel tempo dell’attività sismica nella regione. Le colonne mostrano, come nei precedenti post, il numero di terremoti per giorno dal 16 maggio al 16 giugno (alle 15:30), I quadrati rossi sono invece la somma dei terremoti avvenuti fino a quel giorno. Il totale dei terremoti localizzati dalla Rete Sissmica Nazionale sfiora i 1900 (la scala del numero totale è sull’asse verticale di destra).

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