Italia sismica: i terremoti di settembre 2014

Sono stati quasi 1700 i terremoti registrati e localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel mese di settembre 2014, con una media di poco più di 55 eventi al giorno, in leggera diminuzione rispetto al mese di agosto.

La distribuzione dei terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di settembre.

La distribuzione dei terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale nel mese di settembre.

Sono stati due gli eventi con una magnitudo maggiore di 4.0 registrati nel mese di settembre, il primo (7 settembre M 4.1) localizzato tra le province di Pistoia, Lucca e Modena, il secondo (26 settembre M 4.1) nel Mar Ionio al largo della costa sud-est della Sicilia. Gli eventi compresi tra magnitudo 3.0 e 4.0 sono stati 17, ben tre di questi (con M 3.4, 3.5 e 3.8) sono stati localizzati nel Mar Ionio, a sud-ovest delle coste Salentine (Puglia).

Il terremoto del 7 settembre di magnitudo M 4.1 è avvenuto al confine tra le province di Pistoia, Lucca e Modena in un’area che potremmo definire intermedia tra Garfagnana e Mugello, leggermente spostato verso il confine emiliano. Secondo i questionari di http://www.haisentitoilterremoto.it/, il terremoto è stato risentito diffusamente nelle province dell’alta Toscana e nelle province di Modena, Bologna, Reggio Emilia e Parma. Numerosi altri eventi di magnitudo molto piccola sono stati registrati nell’area nel mese di settembre: circa 80 i terremoti localizzati, ma solo un paio di magnitudo maggiore di 2.0. Un approfondimento sulla sequenza è disponibile in un articolo sul BLOG a questo link.

Nella parte finale del mese, tra il 25 e il 28 settembre, ad una trentina di chilometri ad ovest di quest’area sono stati localizzati un centinaio di eventi anche questi di bassa magnitudo. L’evento di magnitudo maggiore (Ml 3.2) è stato localizzato a sud-ovest di Fivizzano il 28 settembre.

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La sismicità nell’Appennino tosco-emiliano nel mese di settembre. Sono evidenti le due sequenze descritte.

Anche nella provincia di Benevento si è verificata una situazione simile con due piccole sequenze a breve distanza tra loro (circa 25 Km)  con eventi di bassa magnitudo. Tutti gli eventi, in totale una settantina, sono stati registrati nell’arco di poche ore il 9 settembre. La magnitudo maggiore registrata è stata Ml 2.9.

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Le due sequenze registrate nel mese di settembre in provincia di Benevento.

Nell’area del Bacino di Gubbio la sismicità si mantiene costante, gli eventi registrati in questo mese di settembre sono poco al di sotto di 500, solo una decina dei quali ha avuto una magnitudo superiore a 2.0 (la massima 2.4). La maggiore concentrazione di eventi si è avuta in due aree: la prima a sud-ovest di Gubbio, la seconda ad est dell’abitato della città eugubina. 

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La sismicità nel Bacino di Gubbio a settembre 2014.

Si ricorda che è possibile visualizzare i terremoti mese per mese in una mappa interattiva (story map) della sismicità del 2014 in Italia. È possibile anche interrogare i singoli eventi e avere informazioni sulla magnitudo, la data\ora e la profondità.

Evento sismico alle Isole Eolie, Ml 4.3, 10 ottobre ore 00.58

Un terremoto di magnitudo (Ml) 4.3 è avvenuto questa notte alle ore 00:58:00 italiane, 10 ottobre 2014 (ore 22:58:00 09/Ott/2014 – UTC).  Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV alle Isole Eolie, a circa 11 km a Sud-Ovest di Salina, a una profondità di 24.9 km.

I comuni tra i 10 e i 20 Km dall’epicentro sono: LENI (ME), MALFA (ME), SANTA MARINA SALINA (ME).

Localizzazione epicentrale dei due terremoti avvenuti questa notte alle Isole Eolie (http://cnt.rm.ingv.it/).

Localizzazione epicentrale dei due terremoti avvenuti questa notte alle Isole Eolie (http://cnt.rm.ingv.it/).

L’evento è stato seguito poco dopo, alle ore 01:04:00 italiane  (ore 23:04:00 09/Ott/2014 – UTC) da un terremoto di magnitudo 2.5 con localizzazione molto vicina alla scossa maggiore. Precedentemente, tra il 18 e il 21 settembre, una piccola sequenza di 10 eventi di piccola magnitudo aveva interessato l’isola di Salina, con evento massimo registrato il 19 settembre (Ml 3.1), localizzato circa 8 km più a E-NE dell’evento odierno.

L’evento di oggi ricade in un’area caratterizzata da attività sismica elevata, sia storica che strumentale recente.

I forti terremoti del passato nell'area interessata dall'evento di magnitudo Ml 4.3.

I forti terremoti del passato estratti dal Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI11) nell’area interessata dall’evento di magnitudo Ml 4.3.

La mappa di scuotimento prevede un risentimento del IV grado sulle isole Salina, Lipari, Filicudi e Vulcano.

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Mappa di scuotimento (ShakeMap) espressa in intensità strumentale (scala di intensità Mercalli Modificata, MMI) dell’evento di magnitudo Ml=4.3 delle ore 00.58 italiane del 10/10/2014, determinata utilizzando i dati della Rete Sismica Nazionale dell’INGV (triangoli rossi). La stella rossa rappresenta l’epicentro.

Secondo i questionari di http://www.haisentitoilterremoto.it/, il terremoto è stato risentito alle Isole Eolie e nelle province di Messina e Reggio Calabria.

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Mappa preliminare dei risentimenti segnalati al sito www.haisentitoilterremoto.it, aggiornata alle ore 10.50 di oggi.

Per maggiori informazioni visita la pagina informativa dell’evento.

Torna in piazza “Io Non Rischio”

Torna nelle piazze italiane la campagna informativa sui rischi naturali che interessano il nostro territorio. Sabato 11 e domenica 12 ottobre oltre 2.000 volontari, appartenenti a organizzazioni nazionali, gruppi comunali e associazioni locali di protezione civile, allestiranno punti informativi “Io Non Rischio” in 150 piazze distribuite su quasi tutte le regioni italiane, per sensibilizzare i propri concittadini sui rischi che interessano il loro territorio. La novità di questa edizione è che in alcune piazze, in via sperimentale, la campagna si arricchisce di un nuovo tema: il rischio alluvione, che si affianca così al rischio sismico e al rischio maremoto già sperimentati negli anni passati. Nello spirito di “Io Non Rischio” il volontariato di Protezione Civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano ancora una volta insieme per diffondere la cultura della prevenzione. I volontari e le volontarie, formati per sensibilizzare i propri concittadini nei territori dove operano quotidianamente, illustreranno cosa sapere e cosa fare prima, durante e dopo un’alluvione, un terremoto o un maremoto.

Io Non Rischio” – campagna nata nel 2011 per sensibilizzare la popolazione prima di tutto sul rischio sismico – è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e ReLuis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione ha visto il coinvolgimento di Ispra-Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, AiPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab-Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la Protezione idro-geologica. L’iniziativa, come ogni anno, si realizzerà anche grazie al supporto delle istituzioni locali – Sindaci, strutture di protezione civile regionali, Anci e Upi.

Anche per questa edizione l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha partecipato alle attività di formazione dei volontari e di realizzazione dei materiali informativi che sono scaricabili liberamente ai seguenti link.

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Sul sito www.iononrischio.it, sono disponibili inoltre le mappe interattive per conoscere la storia sismica dei comuni che partecipano alla campagna, la pericolosità sismica del nostro territorio, i forti terremoti e maremoti del passato e la sismicità recente.

MappeInterattive

comuni interessati dalla campagna il prossimo 11 e 12 ottobre sono visualizzati nella mappa sottostante.

Segui “Io Non Rischio” sul sito web www.iononrischio.it e sui canali social della campagna.

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I terremoti nella STORIA: 30 settembre 1789, mentre l’Europa “trema” sotto i colpi della Rivoluzione Francese un vero terremoto scuote Città di Castello e la Valtiberina

Nella tarda mattinata del 30 settembre 1789 un forte terremoto colpì la Valtiberina, come viene comunemente chiamata l’Alta Valle del Tevere, oggi incuneata tra la Toscana e l’Umbria. Questa ampia vallata è tra le zone sismicamente più attive dell’Appennino settentrionale: la sua storia sismica, infatti, negli ultimi 1000 anni registra almeno nove terremoti con intensità epicentrale Io uguale o superiore al grado 7 della scala macrosismica Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) (CPTI11). Di questi, ben cinque si possono considerare terremoti distruttivi, con effetti epicentrali pari o superiori al grado 8 MCS. Si tratta di forti eventi avvenuti negli anni 1352, 1389, 1458, 1789 e 1917.

Data Area epicentro Imax Mw
1352 12 25 Monterchi (AR) 9 6.4
1389 10 18 Bocca Serriola 9 6.0
1458 04 26 Valtiberina 8-9 5.8
1789 09 30 Valtiberina 9 5.8
1917 04 26 Valtiberina 9-10 5.9

Se i tre più antichi sono tuttora terremoti relativamente poco definiti (con un numero limitato di osservazioni macrosismiche), quelli del 1789 e del 1917 sono eventi invece meglio documentati (DBMI11).

Distribuzione della sismicità storica in Umbria negli ultimi mille anni (fonte: CPTI11, http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11).

Distribuzione della sismicità storica nella Valtiberina negli ultimi
mille anni (fonte: CPTI11).

La Valtiberina oggi è situata proprio nel cuore dell’Italia centrale, ma all’epoca del terremoto era attraversata dal confine tra due importanti stati politicamente e amministrativamente indipendenti: il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa. L’amministrazione periferica dello stato papale si basava sulla suddivisione del territorio in governi. In particolare quello di Città di Castello comprendeva il settore dell’attuale Umbria a nord della linea Umbertide-Gubbio, con diverse enclaves giurisdizionali (i marchesati di Monte Santa Maria e di Sorbello; il feudo di Montone, amministrato dalla Camera Apostolica; la terra di Citerna, amministrata dalla Sacra Consulta). Il territorio granducale era invece diviso in cancellerie comunitative; quella di Sansepolcro (la più colpita dal terremoto), in particolare, faceva capo alla Camera della Comunità di Firenze. Gli amministratori periferici dell’epoca assicuravano i collegamenti tra realtà locali e uffici centrali, esercitando il governo in materia civile ed economica. La documentazione che ne riflette i rapporti con le comunità e le magistrature centrali è costituita prevalentemente da carteggi.

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Il vulcano di fango delle Macalube registrato dalla Rete Sismica Nazionale

Dettaglio di vulcanello di fango a nella Riserva Naturale di Macarube di Aragona (AG).

Dettaglio di vulcanello di fango nella Riserva Naturale di Macalube di Aragona (AG).

L’esplosione che questa mattina, poco prima di mezzogiorno, ha accompagnato la fuoriuscita di fango con conseguenze tragiche, è stata rilevata probabilmente dalla stazione sismica denominata FAVR. Questa stazione, appartenente alla Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’INGV, è posta in località Villaggio Mosè, nel Comune di Favara (AG), a circa 10 km dalla Riserva Naturale di Macalube di Aragona. Il nome Macalube (o secondo alcune versioni Maccalube) deriva dall’arabo Maqlùb che significa letteralmente “ribaltamento”, proprio per le sue caratteristiche geologiche di continua attività.

Sismogramma della stazione FAVR dell'INGV, tra le 11:47 e le 11:58 (le 9:47 e le 9:58 secondo l'orario UTC riportato nella figura)

Sismogramma della stazione FAVR dell’INGV, tra le 11:47 e le 11:58 (le 9:47 e le 9:58 secondo l’orario UTC riportato nella figura). È visualizzata la componente verticale del movimento del terreno.

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Ricercatori per una “notte” all’INGV

Proiezioni cinematografiche, mostre, concerti, visite guidate ai laboratori e incontri con i ricercatori, sono i numerosi eventi organizzati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) in occasione della Notte europea dei ricercatori che si terrà, in contemporanea in tutta Europa, venerdì 26 settembre. L’iniziativa, promossa dalla Commissione Europea e giunta ormai alla nona edizione, si propone di diffondere la cultura scientifica e di avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca. L’appuntamento rientra nell’ambito delle manifestazioni dell’Anno Mercalliano, in ricordo della figura di Giuseppe Mercalli, scienziato conosciuto in tutto il mondo per aver legato il suo nome alla ‘scala’ di intensità.

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La Notte dei Ricercatori è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. L’obiettivo è di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. Gli eventi comprendono esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli e concerti.

Ad aprire gli eventi organizzati dall’INGV,  nella mattinata di domani 25 settembre a Roma, ci sarà la la proiezione alla Camera dei Deputati (Sala delle Colonne, via Poli 19) dell’episodio di Ugo Gregoretti, tratto dal film “Scossa”, sul tremendo terremoto del 1908 e successivo maremoto che devastarono, e in gran parte distrussero, Messina e Reggio Calabria. Ricordiamo che fino al 3 ottobre sarà, inoltre, possibile visitare “I luoghi di Mercalli”, mostra itinerante sulla biografia di Giuseppe Mercalli e sulla figura di un grande scienziato, presso la Camera dei Deputati (www.annomercalliano.it (scarica programma).Nel pomeriggio il programma sarà riproposto presso la Sede Centrale dell’INGV, in Via di Vigna Murata 605, insieme alle altre iniziative: visite guidate ai laboratori scientifici e alla sala di sorveglianza sismica, laboratorio goloso per bambini curiosi di scienza, incontri su “terremoti e vulcani extraterrestri” e, per i più piccoli, “favole geofisiche”.

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Italia sismica: i terremoti di luglio e agosto 2014

Nei due mesi estivi del 2014 la sismicità in Italia non è andata in vacanza sebbene non ci siano stati eventi di magnitudo elevate. Nel mese di luglio i terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale sono stati circa 1500, una media di 50 al giornonessun evento ha raggiunto magnitudo 4, solo 14 hanno avuto una magnitudo compresa tra 3.0 e 3.8.

I terremoti registrati dal 1 al 31 luglio dalla Rete Sismica Nazionale.

I terremoti registrati dal 1 al 31 luglio dalla Rete Sismica Nazionale.

Gli eventi di magnitudo maggiore, Ml 3.8 e 3.6, sono stati localizzati entrambi nel Mar Tirreno meridionale al largo della costa calabra, area caratterizzata da terremoti molto profondi (la profondità di questi due terremoti è maggiore di 200 Km). Tra gli eventi più risentiti dalla popolazione ricordiamo il terremoto, Ml 3.5, registrato il 31 luglio nei pressi di Mormanno (CS) sul Pollino nell’area interessata dalla lunga sequenza sismica in ripresa nel mese di giugno quando sono stati registrati oltre 120 terremoti, uno dei quali di magnitudo Mw 4.0. In questo mese di luglio i terremoti registrati nell’area sono stati oltre 40, mentre sono scesi sensibilmente in agosto.

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Trenta anni di terremoti in Italia

In occasione del Convegno “LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E DELLA POPOLAZIONE DAL RISCHIO SISMICO” organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi e l’Ordine dei Geologi della Regione Marche, che si terrà a San Benedetto del Tronto il giorno 11 e 12 settembre,  l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha realizzato una carta tematica dal tema “Trenta anni di terremoti in Italia”.

La carta "Trenta anni di terremoti in Italia " che verrà distribuita ai partecipanti al Convegno  di San Benedetto del Tronto l'11 e 12 settembre 2014.

La carta “Trenta anni di terremoti in Italia ” che verrà distribuita ai partecipanti al Convegno di San Benedetto del Tronto l’11 e 12 settembre 2014.

La carta, in formato 70×100, mostra la localizzazione di circa 20.000 terremoti con magnitudo uguale o maggiore di 2.5 registrati dal 1 gennaio 1985 al 30 giugno 2014 dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV, estratti dal database ISIDE . I terremoti sono rappresentati con una doppia classificazione: in tre classi di magnitudo con simboli diversi (2.5=<M<4.0; 4.0=<M<5.0; M>=5.0) ed in 4 classi di profondità con colori diversi (0-18km; 19-35km; 36-100km; 101-650km). Leggi il resto di questa voce

Terremoto tra province di Pistoia, Modena e Lucca, 7 settembre ore 12.45: approfondimento

Il terremoto di oggi, 7 settembre 2014 alle 12:45 (ora italiana), è avvenuto al confine tra le province di Pistoia, Lucca e Modena, ad una profondità di 12 km. La magnitudo Richter (ML) è stata stimata pari a 4.0, valore calcolato sulla base di oltre 250 stime alle stazioni della Rete Sismica Nazionale gestita dall’INGV.
Questa scossa ricade in un’area che potremmo definire intermedia tra Garfagnana e Mugello, vale a dire i due grandi bacini recenti della Toscana settentrionale caratterizzati da strutture distensive responsabili dei forti terremoti dell’Appennino settentrionale (1920 per Garfagnana e Lunigiana, avvenuto proprio il 7 settembre; 15421919 per il Mugello). Nella zona del Pistoiese non sono evidenti strutture analoghe, né sono noti storicamente terremoti molto forti. Gli eventi massimi sono quelli del 24 maggio 1930 (M4.8) e del 12 giugno 1926 (M4.9), entrambi con massima intensità pari a 6 MCS. L’evento più forte riportato in catalogo nell’area è quello del 6 marzo 1740 (M5.2), che è considerato però a tutti gli effetti un terremoto della Garfagnana (è chiamato terremoto di Barga). L’epicentro di quest’ultimo evento sismico è spostato verso l’Emilia perché ha avuto risentimenti maggiori nella provincia di Modena.

Dal punto di vista della pericolosità sismica, l’area presenta valori di accelerazione attesa analoghi a quelli di Garfagnana e Mugello, considerato anche che rientrano in una stessa zona sismogenetica per la quale la massima magnitudo attesa è di 6.6.

L'epicentro del terremoto Ml 4.0 delle ore 19:49 sovrapposto alla mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (http://zonesismiche.ingv.it)

L’epicentro del terremoto Ml 4.0 delle ore 12:45 sovrapposto alla mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (http://zonesismiche.ingv.it)

 

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